Cinema: l’anno trascorso e l’anno che verrà

Ed eccoci qui, 31 dicembre 2018. Ogni volta sembra impossibile, eppure i giorni passano, i film che aspettavamo escono e nuove polemiche nascono.
Su questo fronte il 2018 non ha deluso, ma se dobbiamo guardare alla qualità delle pellicole uscite in sala quest’anno, non posso dire di esserne rimasta entusiasta.

Arrivavamo da un 2017 ricchissimo dal punto di vista filmico: Dunkirk, Phantom Thread,  3 Billboards, The Shape of Water sono solo alcuni dei grandi titoli usciti l’anno scorso e che ci hanno riempito di aspettative per il nuovo anno. E forse le aspettative erano troppo alte per quello che ci aspettava.

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Se non si fosse capito, quest’anno, per me, filmicamente parlando (ma, ahimè, non solo), è stato piuttosto fiacco e deludente. È stato l’anno di Infinity War e Black Panther, di A Star is Born e Bohemian Rhapsody. Ma tante, troppe pellicole sono finite nel dimenticatoio quasi subito, a volte giustificatamente, a volte no.
Solo: a Star Wars Story e Animali Fantastici: i Crimini di Grindelwald era forse tra i film più attesi dell’anno dal grande pubblico, assieme alle pellicole della Marvel. Ebbene, se gli questi ultimi non hanno deluso, i primi sono dimenticabili e dimenticati (ammetto che non ricordavo che Solo fosse uscito quest’anno finché non sono andata a rivedermi l’elenco dei film del 2018) e quintessenza del perché non sempre va bene lucrare sulla pancia e cuore di fan delle saghe, se non hai voglia di scrivere film decenti. Un’altra grandissima delusione è stata First Man, il biopic su Neil Armstrong diretto da Damien Chazelle, il giovanissimo regista dei miracoli che con i suoi Whiplash e La La Land aveva incantato, affonda con lo sbarco sulla luna (ma come detto qui la colpa non è sua) che doveva consacrare Ryan Gosling e magari fargli finalmente ottenere l’agognata statuetta d’oro. Prospettiva che oggi risulta se non impossibile, quantomeno molto improbabile.
Dall’altra parte ci sono BlacKkKlansman e Widows che non hanno ricevuto le attenzioni che meritano. Sono rimasta particolarmente stupita dal secondo, che ho trovato un ottimo film con ottimi interpreti (e probabilmente ne parlerò in una recensione più specifica prossimamente) del regista solitamente tanto amato dall’Academy Steve McQueen, che ha totalizzato 0 nomination ai Globes e di cui ho visto parlare molto poco (forse i produttori e Academy pensano che film dove le donne scritte sono verosimili non piacciano?).

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Ci sono stati anche gioiellini, diversi nel genere e nell’esecuzione rispetto ai “gioiellini” dell’anno scorso, e decisamente in minor numero: The Favourite è sicuramente la punta di diamante, seguita da Roma (probabile vincitore dell’Oscar come Miglior Film, ammesso che l’Academy non voglia rovinarsi completamente la reputazione facendo vincere A Star is Born), The Sisters Brothers (altro film passato in sordina che avrebbe meritato molto di più) e il tedesco Never Look Away (noi italiani dovremmo tornare a guardare film tedeschi per re-imparare come si fa cinema). Per il resto, una serie infinita e dimenticabile di produzioni Netflix, di cui si salva solo The Gurnsey Literary & Potato Peel Pie Society.

Il 2018 è stato però l’anno in cui Venezia si è confermata trampolino di lancio per l’Award Season, aperta alle novità e al futuro del cinema, mentre Cannes ancora una volta, e forse più di prima, deprimente ultimo baluardo del cinema vecchio, fatto da vecchi che non vogliono guardare avanti (un tipo di cinema e un festival, quindi, destinati a morire).

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Ma guardando al futuro, cosa ci aspetta nel 2019?
La parola d’ordine è live action. Il 2019 sarà costellato di reboot in live action di film della Disney (Dumbo, The Lion King, Aladdin..), seguito da sequel e qualche film più originale. Insomma, conviene non partire con aspettative troppo alte, dopotutto se tra un anno ci troveremo a dire che il 2019 è stato un buon anno per il Cinema è tutto riguadagnato.
Sarà l’anno di Captain Marvel, di Avengers: Endgame che metterà la parola fine ad una fase importante per l’MCU, di Star Wars: Episode IX che conclude la nuova trilogia, di IT 2 e dell’anticipatissimo Once Upon a Time in Hollywood, nuova fatica di Quentin Tarantino con un cast stellare.
Sarà anche l’anno in cui vedremo l’ultima stagione di Game of Thrones (finalmente, e non in senso buono) e l’ultima stagione di Orange is the New Black, la terza stagione di The Crown con nuovi interpreti (e non vediamo l’ora di vedere Olivia Colman vestire i panni di un’altra regina, dopo The Favourite).

Insomma, il 2019 è un anno con del potenziale che ci auguriamo non venga sprecato.
Con questo augurio vi lasciamo. Ci rivediamo nel nuovo anno!

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