Golden Globes 2019- L’inizio della fine

Per inaugurare la nuova Award season voglio essere drammatica. Per questo parlo di inizio della fine. Oltre al mio spirito da drama queen, sono sempre più sicura che gli esiti di questa nuova avventura che si concluderà a fine febbraio cambieranno l’aspetto della Hollywood che conosciamo.
Ciò che vien fuori dalle nominations ai Globe di quest’anno (o prossimo anno, che dir si voglia) è un ribaltamento totale dei valori fondanti del Cinema. Due fra tutti: l’importanza della recitazione e l’importanza della regia. Quelle due cosine che se non fanno di un film un capolavoro (o una crosta) quantomeno ne contribuiscono molto alla riuscita o meno.
Ecco, prendete questi due valori, aprite la finestra più vicina a voi, accartocciateli e gettateli via. Perché così hanno fatto i giurati dei GG.

Per capire meglio a cosa mi riferisco, andiamo con ordine:

BEST MOTION PICTURE – DRAMA

Black Panther
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BlacKKKlansman
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Bohemian Rhapsody
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If Beale Street Could Talk
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A Star is Born
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BEST ACTRESS IN A MOTION PICTURE – DRAMA

Glenn Close – The Wife
Lady Gaga – A Star is Born
Nicole Kidman – Destroyer
Melissa McCarthy – Can You Ever Forgive Me?
Rosamund Pike – A Private War

BEST ACTOR IN A MOTION PICTURE – DRAMA

Bradley Cooper – A Star is Born
Willem Dafoe – At Eternity’s Gate
Lucas Hedges – Boy Erased
Rami Malek – Bohemian Rhapsody
John David Washington – BlacKKKlansman

BEST MOTION PICTURE – MUSICAL OR COMEDY

Crazy Rich Asians
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The Favourite
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Green Book
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Mary Poppins Returns
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Vice
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BEST ACTRESS IN A MOTION PICTURE – MUSICAL OR COMEDY

Emily Blunt – Mary Poppins Returns
Olivia Colman – The Favourite
Elsie Fisher – Eighth Grade
Charlize Theron – Tully
Constance Wu – Crazy Rich Asians

BEST ACTOR IN A MOTION PICTURE – MUSICAL OR COMEDY

Christian Bale – Vice
Lin-Manuel Miranda – Mary Poppins Returns
Viggo Mortensen – Green Book
Robert Redford – The Old Man & The Gun
John C. Reilly – Stan & Ollie

BEST MOTION PICTURE – ANIMATED

Incredibles 2
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Isle of Dogs
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Mirai
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Ralph Breaks The Internet
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Spider-Man: Into The Spider-Verse
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BEST SUPPORTING ACTRESS IN ANY MOTION PICTURE

Amy Adams – Vice
Claire Foy – First Man
Regina King – If Beale Street Could Talk
Emma Stone – The Favourite
Rachel Weisz – The Favourite

BEST SUPPORTING ACTOR IN ANY MOTION PICTURE

Mahershala Ali – Green Book
Timothée Chalamet – Beautiful Boy
Adam Driver – BlacKKKlansman
Richard E. Grant – Can You Ever Forgive Me?
Sam Rockwell – Vice

BEST DIRECTOR – MOTION PICTURE

Bradley Cooper – A Star is Born
Alfonso Cuaròn – Roma
Peter Farrelly – Green Book
Spike Lee – BlacKKKlansman
Adam McKay – Vice

BEST ORIGINAL SCORE – MOTION PICTURE

Marco Beltrami – A Quiet Place
Alexandre Desplat – Isle Of Dogs
Ludwig Goransson – Black Panther
Justin Hurwitz – First Man
Marc Shaiman – Mary Poppins Returns

BEST TELEVISION SERIES – DRAMA

The Americans
Bodyguard
Homecoming
Killing Eve
Pose

BEST ACTRESS IN A TELEVISION SERIES – DRAMA

Caitriona Balfe – Outlander
Elisabeth Moss – The Handmaid’s Tale
Sandra Oh – Killing Eve
Julia Roberts – Homecoming
Keri Russell – The Americans

BEST ACTOR IN A TELEVISION SERIES – DRAMA

Jason Bateman – Ozark
Stephan James – Homecoming
Richard Madden – Bodyguard
Billy Porter – Pose
Matthew Rhys – The Americans

BEST TELEVISION LIMITED SERIES OR MOTION PICTURE MADE FOR TELEVISION

The Alienist
The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story
Escape at Dannemora
Sharp Objects
A Very English Scandal

BEST ACTRESS IN A LIMITED SERIES 

Amy Adams – Sharp Objects
Patricia Arquette – Escape at Dannemora
Connie Britton – Dirty John
Laura Dern – The Tale
Regina King – Seven Seconds

BEST ACTOR IN A LIMITED SERIES

Antonio Banderas – Genius: Picasso
Daniel Bruhl – The Alienist
Darren Criss – The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story
Benedict Cumberbatch: Patrick Melrose
Hugh Grant – A Very English Scandal

BEST ACTRESS IN A SUPPORTING ROLE IN A SERIES, LIMITED SERIES

Alex Borstein – The Marvelous Mrs. Maisel
Patricia Clarkson – Sharp Objects
Penèlope Cruz – The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story
Thandie Newton – Westworld
Yvonne Strahovsky – The Handmaid’s Tale

BEST ACTOR IN A SUPPORTING ROLE IN A SERIES, LIMITED SERIES

Alan Arkin – The Kominsky Method
Kieran Culkin – Succession
Edgar Ramirez – The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story
Ben Whishaw – A Very English Scandal
Henry Winkler – Barry

La candidatura di Cooper come miglior regista a discapito di Chazelle (First Man, che nonostante i suoi difetti, rimane un film nettamente superiore ad A Star is Born) e Lanthimos (con tutto il suo lavoro su The Favourite è incredibile che non sia stato candidato) potrebbe segnare un punto di non ritorno. Il momento in cui la fama di un film ha la meglio sulla sua effettiva qualità. E questo è ben chiaro anche nella nomination a Miglior Film di Black Panther, un’ottima pellicola della Marvel che però difficilmente si può considerare la miglior pellicola sfornata quest’anno.
Lo stesso si può dire per Lady Gaga e la sua nom. a Miglior Attrice. Con mostri sacri come la Pike, Glen Close e la Kidman, c’è da augurarsi che la nomination rimanga una nomination e non diventi una vittoria (se volete sapere cosa ne penso di A Star is Born basta che clicchiate QUI. All’appello manca anche Widows, l’ultima fatica di Steve McQueen che, mi auguro, non verrà altrettanto snobbata dagli Oscar, anche se la sua totale assenza in ogni categoria non fa ben sperare (pensavo si trattasse di una questione di mesi d’uscita, ma negli USA il film è uscito ad inizio novembre, mentre Mary Poppins Returns è uscito in America da pochi giorni, o uscirà a breve, eppure è già presente nella lista dei Globes), non c’è traccia della Ballad of Buster Scrugs né di The Sisters Brothers che, quantomeno nelle categorie più tecniche, meritava qualcosa.

Quest’anno più che mai la mediocrità trionfa e le note stonano soprattutto dopo un 2017 così ricco di pellicole che sicuramente ricorderemo per moltissimi anni (Dunkirk, The Shape of Water, Phantom Thread per citarne tre) ma è assolutamente coerente con un 2018 che fatica a partorire film godibili. Molti sono troppo lunghi, troppo pretenziosi, troppo poco curati. Le speranze per questa Award Season sono basse e non ci resta che guardare al 2019 con fiducia o inevitabile rovina.

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