Il capitale umano

So che sono stata assente per tantissimo tempo e mi dispiace. Prometto solennemente la ripresa dell’attività sul blog con assiduità!

Per ricominciare, vi parlo de “Il capitale umano” che è un film difficile di cui scrivere, un po’ per la sua struttura e un po’ per la trama che si scopre pian piano. Io della trama farò solo un accenno, perché è un mistero che va scoperto guardando il film.

In breve: un cameriere in bici, di ritorno da una festa in cui ha appena finito di lavorare, viene investito da una macchina che non si ferma per soccorrerlo.

Questo lo vediamo nei primi minuti di pellicola, poi il film si articola in maniera insolita. C’è una divisione in quattro capitoli, tre dei quali sono intitolati a tre personaggi che man mano vedremo: Dino, Carla e Serena. In questi tre capitoli vediamo sempre più o meno la stessa vicenda e lo stesso lasso di tempo, ma dai tre punti di vista diversi che quindi creano tre storie parallele. Ovviamente, tutto il film mira a scoprire il colpevole dell’incidente.

Dino (ovvero Fabrizio Bentivoglio) è il padre di Serena ed è un uomo decisamente fastidioso, di ceto sociale medio ma che aspira a fare la bella vita, una vita che non si può permettere. Cosi si lega a Bernaschi, il marito di Carla, che invece la bella vita la fa da tempo, e deposita un sacco di soldi (che non ha) sul suo fondo per poterne ricavare gli interessi. Come ben capirete questo non può portare a nulla di buono, ma comunque alla fine troverà un ignobile modo per estorcere dei soldi a Carla e recuperare il capitale che aveva perso.

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Carla (Valeria Bruni Tedeschi) è la moglie di Bernaschi. Non lavora, passa la giornata tra disagio e appuntamenti futili, ma ad un certo punto si interessa alla ristrutturazione di un teatro dismesso, e allora il personaggio ha una scossa dalla propria apatia e gli si pone uno scopo davanti.

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Per ultima, Serena. Lei è la figlia di Dino e la fidanzata di Massi (figlio di Carla e Bernaschi). La sua storia diventa interessante quando conosce Luca, che ne ha passate di tutti i colori e che vede in Serena una speranza di normalità. Serena, dalla sua parte, in lui vede una speranza di cambiamento e di sentimenti veri, di un mondo non ovattato.

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Quindi, in tutte queste storie che si intrecciano si innesta il mistero del ciclista.
E se i primi tre capitoli trattano i sei mesi prima dell’incidente, i giorni subito precedenti e successivi e si interrompono tutti nello stesso momento, il quarto capitolo si intitola “il capitale umano” e fa un passo in più, ci fa sostanzialmente vedere come si è conclusa la vicenda e nei titoli di coda ci spiega il perché del titolo: i periti assicurativi, a seguito di un incidente, stimano la somma che chi ha causato l’incidente deve risarcire alla famiglia della vittima (in questo caso la famiglia del ciclista). Questa somma viene stimata in base a criteri come l’aspettativa di vita della persona, la quantità e la qualità dei suoi affetti. Questa somma viene chiamata capitale umano.

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Credo che il punto forte di questo film siano i personaggi, sia nella caratterizzazione che nella varietà. Andiamo con ordine: Dino, come abbiamo già detto, è un uomo fastidioso. Lo vediamo cercare di guadagnarsi un posto nella squadra di tennis di Bernaschi, di guadagnarsi la simpatia dello stesso Bernaschi e dei suoi amici ricconi, di guadagnare un sacco di soldi dal fondo di Bernaschi. Insomma, la parola d’ordine per Dino è guadagnare (e Bernaschi), indipendentemente da quale sia l’oggetto. C’è da dire che Fabrizio Bentivoglio è davvero bravo ad interpretare questo ruolo, a rendersi terribilmente viscido ed a farsi odiare dal grande pubblico così come dai personaggi che gli girano attorno (il buon Bernaschi compreso).

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A lui si affianca Valeria Golino nel ruolo di Roberta, la seconda ed attuale moglie. Lei è una brava donna, che vuole un gran bene a Serena, ama moltissimo Dino e che quando la situazione diventerà complicata si farà davvero in quattro per aiutare. Un animo un po’ ingenuo ma buono. E’ una “vittima” inconsapevole del suo stesso marito.

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Valeria Bruni Tedeschi interpreta Carla, che è praticamente il solito ruolo di Valeria Bruni Tedeschi. Intendiamoci, non che lei non sappia interpretare altri ruoli, ma in effetti i personaggi che interpreta hanno sempre qualcosa che li rende simili. In questo caso Carla è una moglie insoddisfatta, ricca grazie al lavoro del marito, che passa la sua giornata tra la manicure, la parrucchiera e lo shopping. Non sorride quasi mai, ha una vita compresa di ogni lusso ma sostanzialmente triste, con un marito accanto che c’è solo quando è ora di andare a letto e che, onestamente, la tratta un po’ da imbecille. L’unico sprazzo di vitalità ce l’avrà grazie al progetto della ristrutturazione del teatro, ma sarà fugace. Per forza che poi è fuori di testa.

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Accanto a lei il già abbondantemente citato Giovanni Bernaschi. Lui è il classico milanese impegnatissimo nel lavoro, pieno di soldi ed altolocato. Odioso. Niente da aggiungere.

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Parliamo di Serena. Il suo personaggio è interpretato da una bellissima Matilde Gioli, ed è uno dei più interessanti. È una ragazza giovane, che frequenta un’esclusiva scuola privata che non la rappresenta e, anzi, le sta stretta. È una persona buona, tanto da fingere di continuare a stare con Massi anche dopo la fine della loro relazione, solo per non far dispiacere Carla (visto il suo equilibrio più che precario). Il personaggio di Serena subisce uno scossone quando conosce Luca, un paziente della moglie di suo padre – padre per cui tra l’altro non nutre molta stima e nessuno se la sente di darle torto. Luca è un ragazzo incasinato, con uno zio che non fa altro che danneggiarlo. Serena e Luca si conoscono e capiscono in poco tempo che, nonostante le differenze formali, si incastrano alla perfezione. Iniziano quindi una storia senza farlo sapere a nessuno e sembra essere l’unica cosa che funziona veramente.

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A me, personalmente, loro due insieme piacciono parecchio.

Massi rimane un personaggio molto marginale, e forse è meglio così, perché non è che abbia un granché da dire.

Per concludere, spero che quel poco che ho detto di questo film sia bastato per farvi incuriosire. I personaggi sono realmente un punto molto forte e lo sviluppo su tre capitoli (più uno) è davvero interessante, perché la trama si scopre lentamente, storia dopo storia. Il film riesce a combinare mistero, dramma e qualche scena dive
rtente che ci risolleva un po’. Io l’ho trovato davvero molto piacevole da guardare e spero che sia lo stesso per voi.

Federica

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